Museo Diffuso
Cos’è
La presenza del Museo Diffuso è nata dall’inventiva di Mariella Rolando, cuore pulsante della Pro Loco. Ispirata dal laboratorio di Trasformatorio, e in particolare dall’installazione di Jad El Khoury (I colori danzano nel vento), durante l’intervallo tra i due moduli ha attivato la creazione di oltre 40 angoli scoperta nel borgo, con le attività del passato.
Ogni angolo costituisce un’occasione installativa per un racconto, raccolto dagli abitanti che ne conoscono dettagli e storia. Tra questi:
- La casa del grano
- La sartoria
- Il museo della banda
- La cantina
- Il museo dei campanacci (precedentemente isolato)
- L’installazione multimediale con l’acqua che scorre azionando un interruttore
Prospettive
Sarebbe interessante come follow up creare la consapevolezza di questa tecnica “narrativa diffusa”, che sfruttando la situazione potrebbe sostituire completamente la didascalia. Per ora sono i cartelli (di ogni foggia e dimensione) a dominare la visita del borgo.
Questa esigenza di raccontarsi potrebbe prendere altre forme, ibridandosi con la tecnologia — per esempio diventando audioracconto da produrre a partire da formati di microblogging per podcast o programmi radiofonici, che usano l’immediatezza del racconto.
