Documentation, Trasformatorio 2023

Trasformatorio 2023

Un vero e proprio report di quanto fatto a Cosio nel 23 ancora manca. Non che sia stata un edizione povera di eventi. ci siamo spinti nel bosco, abbiamo fatto concerti per il sole che cala e danzato attorno alle fontane. Ma dopo sono entrato in una fase di riflessione, ho esaurito le energie per molte cose e non ce l’ho fatta a dare un resoconto giusto a quanto fatto.
Ringrazio tutti i compagni di viaggio: Cristina, Giuna, Violet, Chiara e Francesco. E chi facendoci da degnissimo pubblico, raggiungendoci con il sorriso in faccia in luoghi improbabili, ha reso degni i nostri sforzi.

Prima o poi mettero’ assieme qualcosa…

Federico

La proposta: Esercizi sul Caos

Laboratorio di 4 giorni site specific

Per 11 partecipanti.

I partecipanti percorrono un percorso di lavoro su un materiale drammaturgico proprio o proposto durante un viaggio a piedi di tre giorni, dormendo all’aperto tre notti.

Il materiale verrà lavorato attraverso esercizi, improvvisazione libera e guidata, incontri programmati e fortuiti. Interpretazione simbolica del reale, lavoro sul sogno, improvvisazione, osservazione e uso dei segni del terreno, interpretazione del sito, movimento notturno e diurno, sonorizzazione e visualizzazione di luoghi naturali, adattamento del proprio lavoro nel paesaggio, uso del caos come materiale e come tema.

La possibilità che ci regaliamo incamminandoci su un sentiero creativo è di spingerci davvero fino in fondo. Possiamo sognare la montagna, possiamo parlare della montagna, possiamo scalare la montagna, non conosceremo mai la montagna. Pero’ possiamo tornare a valle avendola scalata. Possiamo viverci un arrampicata, dimenticare il sogno, imparare ciò che abbiamo detto, e ricordarci la storia come una filastrocca; scalare la montagna non è sapere la montagna ma solo conoscere la salita. Lasciare che i nostri piedi ci aiutino, avendola vissuta quando vorremo raccontare la storia del viaggio.

Questo laboratorio è concepito per aiutare chiunque lo segua a mettere in relazione stretta il sogno e il viaggio con le proprie abilità artistiche per riconoscerlo e raccontarlo. I partecipanti verranno selezionati in base al proposito drammaturgico e-o tecnico che vogliono indagare durante il lavoro e condotti nell’esplorazione del medesimo in un percorso connesso al luogo-tempo del viaggio in un movimento di 3 giorni e tre notti. Cercheremo il modo di riconoscere l’albero nell’oscurità, o il posto dove il piede e’ al sicuro, o, dal rumore, il cane, l’asino, il serpente. Riconnetteremo le nostre abilità legate al pensiero, al linguaggio all’astrazione con le nostre capacità corporee, perché la presenza del corpo aiuta e rende concreti gli atti. Questo laboratorio è un laboratorio di costruzione di un gruppo creativo-espressivo. La presenza di tutto il gruppo aiuta, notte dopo notte, ad espandersi al di fuori della nostra percezione, pur sempre limitata, e a percepire l’intero movimento dell’azione come l’azione di un gruppo. Muoversi al buio è un grande maestro.

Una delle cose interessanti che qualsiasi tipo di attitudine tecnica cerca attraverso questo laboratorio è l’onestà. Tutte le forme d’arte hanno bisogno di questo tipo di onestà, quella che non parla della montagna prima di aver tentato di sentirne il peso percorrendone il sentiero. L’occhio dell’artista si allena a riconoscere il senso di ciò che avrà la fortuna di incontrare

COSÌ Alcune note per tutti e per me stesso:

– Ognuno di noi ha la sua competenza, il suo occhio, la sua sensibilità, le mani, l’arte.

– Rispetto molto ciascuno dei vostri talenti. La mia esperienza e attenzione sono a vostra completa disposizione 24/7;

– Cogli l’occasione per esplorare te stesso mentre stai facendo qualcos’altro, qualcosa di simile forse, o qualcosa in cui accetti la guida di uno dei tuoi compagni;

– Focalizza sulla tua attenzione quando fai cose fuori dal confine di cio’ che già sai fare e osserva quanto i colori che conosci bene sono soggetti a cambiare aspetto mentre fai qualcosa per te normale ma in condizioni insolite.

–Sul sentiero incontrerai altre persone. Persone curiose e spiritose, che sono il pubblico migliore che puoi ottenere ma anche gli involontari maestri sconosciuti del tuo movimento. Rispetta il tuo pubblico. Non abbiamo nulla di meglio di loro: ascoltiamoli e rispondiamogli con doppia onestà: la prima verso la nostra arte, che non si abbassa se si apre, poi verso di loro che non si innalzano a noi ma ci accolgono.

– Sentiti sempre libero di proporre qualcosa al gruppo, non obbligato. Puoi sempre scegliere tra aderire a un movimento collettivo o non aderire, ma se LO FAI, se non lo fai, NON LO FAI. Nessuna energia mezza cotta, nessuna condizione.

Arrenditi per il tempo necessario o fai altro.

– Ognuno di noi porta con sé il proprio bagaglio di trucchi, la propria passione, il peso del proprio vissuto, l’ingegno che gli e’ dato o si e’ costruito, la conoscenza; tutte queste abilità e le storie che e’ in grado di raccontare. Sono le molte montagne che ha scalato nella vita. Sii onesto nella condivisione. Sii onesto nell’ascolto, rispetta il lavoro.

– Trasformatorio deve essere preso come una sfida che offriamo a noi stessi; percorrere un sentiero, impreparato, un po’ rischioso, a volte scomodo, con la nostra sensibilità e il nostro corpo, e dare un senso a ciò che incontreremo (o meno) mentre si cammina. Il tempo, il paesaggio, le persone, i vicini di casa, le storie, l’erba, l’acqua, la spazzatura, i fantasmi, i nemici, tutto è materiale per la nostra attenzione creativa. Rilassiamoci. Siamo ricchi.

– Trasformatorio è fatto da noi, non per noi. Non c’è una produzione che si prenda cura dei nostri bisogni, noi tutti ci auto-organizziamo, siamo autonomi, così come lavoriamo insieme. Dovremmo imparare ad essere un’unità autonoma in un territorio inesplorato.

– Ci sono ruoli e doveri, situazioni in cui è necessario dare una mano o viene richiesto un aiuto, ma TUTTE LE PERSONE COINVOLTE SONO CONSIDERATE PARTECIPANTI ATTIVI.

– In caso di dubbio, sospendi il tuo giudizio.

– Il caos è un maestro

premesse

  • non è l’umanità ad essere tossica, è il capitalismo, con i suoi pilastri nel darvinismo sociale e nel positivismo ingenuo
  • Borges: l’uomo che non vede, il bello nel limite paradossale e matematico, il caos matematico, razionale e paradossale allo stesso tempo, toccato dal racconto diventa mito. La storia è svincolata dal fatto ma radicata nell’essenza dell’universo, per cui è paradossale, il caos è intrinseco al sistema narrativo. Tutto è immaginazione
  • Pirandello: le maschere una volta tolte sottendono il nulla, la razionalità borghese rapportata all’esperienza della vita si mostra come nulla, il caos è innanzitutto abisso. Tutto è finzione.
  • Jodorowski: fai! Il teatro e la magia sono la stessa cosa, la poesia non ha fine e libera dal finito, l’arte è cura, il caos è maestro, tutto è poesia
  • narrazione primigenia

Tre luoghi e tre temi: Il paesaggio (vicino, lontano), la caverna (terra), il vento (aria+aria)