Solar Guitar

Di Daniele Pisasale

Amplificare un suono con l’energia catturata dal sole è suonare con un’altra energia.

Con gli ultimi sviluppi tecnologici di prodotti immessi nel mercato si possono realizzare ad oggi impianti stand-alone di piccola potenza, facilmente trasportabili e a basso costo, che permettono di usufruire di una fornitura di energia elettrica in qualunque posto ci si trovi, anche il più impensabile quale un bosco, una montagna o al mare.

Daniele Pisasale making sounds on his solar powered electric GTR at Argimusco. The GTR amplifier is powered by a battery that is loaded by the sun and passes through an inverter that gives 220V power. The inverter has also 5V USB power out to reload your USB powered batteries.
Daniele Pisasale making sounds on his solar powered electric GTR at Argimusco. The GTR amplifier is powered by a battery that is loaded by the sun and passes through an inverter that gives 220V power. The inverter has also 5V USB power out to reload our USB powered batteries.

Un sistema di questo tipo si compone generalmente di:

  • un generatore di corrente fotovoltaico (uno o più pannelli)
  • un regolatore di carica 
  • una batteria
  • un inverter

 

Nel mio caso ho utilizzato:

  • un singolo modulo fotovoltaico del tipo “grid connected” modello Conergy PowerPlus 225 Wp
  • un regolatore di carica Alpha elettronica RHN 10A/1
  • una comune batteria 12V 75 Ah
  • un micro inverter da 300 Wp

 

Funzionamento:

The equipment, as in the project by Daniele Pisasale. THe solar charger and the battery were used in many installations during trasformatorio number zero
The equipment, as in the project by Daniele Pisasale. THe solar charger and the battery were used klonopin and wikipedia in many installations during trasformatorio number zero

Il pannello fotovoltaico genera corrente in DC a 34 V, questa viene stabilizzata dal regolatore di carica che la porta allo stesso voltaggio della batteria che dovrà essere caricata (nel mio caso 12 V).

Generando una potenza di circa 225 Wp in una giornata soleggiata di aprile il pannello fotovoltaico è riuscito a caricare completamente la batteria in meno di 6 h.

A questo punto è bastato collegare l’inverter alla batteria per avere la disponibilità  di 300 Wp di potenza in AC. All’inverter ho collegato infine l’amplificatore della chitarra, un Laney da 50 Wp, e la mia semiacustica Ibanez artcore per riprodurre un suono realmente “solare”.

La batteria da 75 Ah completamente carica mi permetterebbe di suonare ininterrottamente con l’amplificatore al massimo volume per  più di 10 h  consecutive.

Solar module schemathics

Ai fini di essere il tutto anche usato in situazioni di mixed media oltre alla uscita 220V abbiamo scelto un inverter capace di fornire i 5V su presa USB (per il ricaricamento devices di ogni tipo). Inoltre con il regolatore DC 12 V, se ci sono dispositivi che funzionano in DC (ad esempio lampade a led) si possono collegare al regolatore.

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Argimusco

L’Argimusco è un altopiano che si trova in Sicilia, poco a nord dell’Etna, all’incirca al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani, ed è diviso amministrativamente tra i comuni di Montalbano Elicona, Tripi (che sorge sul sito dell’antica Abacaenum) e Roccella Valdemone.

In questa zona sorgono numerosi roccioni di arenaria quarzosa modellati in forma curiosa e suggestiva. La tradizione popolare ha identificato questi megaliti, con l’opera di popolazioni preistoriche: antichi menhir e quasi irriconoscibili dolmen. I geomorfologi e gli archeologi propendono piuttosto per l’origine assolutamente naturale di queste forme, dovute in particolare all’erosione eolica.

Tra i megaliti più notevoli, nei pressi della Portella Cerasa si ergono maestosi, solenni e vagamente minacciosi due grandi massi di forma allungata, che richiamerebbero i simboli della virilità e della femminilità, mentre un altro megalite poco distante avrebbe aspetto di aquila e vi sarebbe stato inciso il simbolo del sole.

Più a ovest, in località Portella Zilla, una costruzione pastorale ingloberebbe i resti di un dolmen con davanti un gran masso, che sarebbe quanto resta di un menhir rovinato al suolo.

Attorno a questi presunti monumenti non sono stati trovati segni dell’uomo preistorico (ceramiche, utensili Cialis, ossa umane, ecc.).

http://it.wikipedia.org/wiki/Argimusco

The Argimusco is a high plateau situated just North of Mount Etna in Sicily, between the Nebrodi and Peloritani Mountains. It lies within the boundaries of the communes of Montalbano Elicona, Tripi (which is built on the site of the ancient Abacaenum) and Roccella Valdemone.

Numerous megaliths, which local tradition attributes to a prehistoric population, are found in this area, as are ancient menhirs and almost unrecognisable dolmens. It is generally considered that these are, in fact, completely natural, being produced by wind erosion.

Amongst the most noteworthy megaliths, around Portella Cerasa, stand two majestic, solemn and rather menacing large elongated boulders, which recall the symbols of virility and femininity, whilst another megalith, not far way, has the appearance of an eagle and is incised with a symbol of the Sun that was worshipped as a god.

Further west, at Portella Zilla, a rustic building enclosed the remains of a dolmen with a huge boulder in front, which may be the remains of a fallen menhir.

No signs of prehistoric man’s presence, such as pottery, tools or bones, are found around the presumed monuments.

http://en.wikipedia.org/wiki/Argimusco