Milk/Latte – Elles Kiers

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MILK
Laurel – Ricotta – Eggs – Woman
An installation about transformation in cheeseThe emotional geographics of food, ceremony and the way of sharing and how meaning is given to food, cultural embedded.
Using knowledge on ways to prepare food as background research about cheese making.

In a previous trip to Montalbano we met a local cheese maker, Ezio. He showed us how he makes a cheese called Provolone from the milk of his own cows

I was inspired by his work to explore cheese making in Montalbano and set to make my own version of the cheese from the same milk. Ezio gave me 30 liters of raw milk from which I made 12 kinds of soft cheeses in the shape of eggs. The installation was presented into the higher of the castle’s towers and fed to the spectators. After this, in collaboration with participant artist Emanuela Ravida, we shared a “milking” performance with the left over of the milk.

In response to my research, a very interesting gathering took place in the first week: an afternoon with the community’s elderly people, where they offered us to teach how to make traditional pasta. We shared songs, stories, local folklore and the get together ended up in spontaneous performances by the villagers and the artists alike, sharing of painting, dance steps, food.

What food means to me – preparing food is creating with all senses: I see, smell, feel, taste and hear. Is also sensuality, intimacy, vulnerability, power and womanhood.

“…and she ate his hart, then his liver and further the rest of his meat…”


LATTE
Alloro, ricotta, uova, donna
Un istallazione sulle trasformazioni buy viagra online without prescription nel formaggioSulla geografia emozionale del cibo, sul rituale e il modo di distribuirlo, e come il significato passi attraverso il cibo, cultura per cultura.
Usando la mia conoscenza sui modi di preparare il cibo come spunto di ricerca per la preparazione del formaggio.

In un viaggio precedente a Montalbano abbiamo incontrato Ezio. Ci ha mostrato come fa un formaggio tipico, chiamato provolone, dal latte delle sue mucche.

Il suo lavoro mi ha ispirato nell’esplorazione della fabbricazione del formaggio e mi sono proposta di fare la mia versione di formaggio a partire dallo stesso latte. Ezio mi ha dato 30 litri di latte crudo da cui ho derivato 12 tipi differenti di formaggio a pasta molle a forma di uovo. L’istallazione e’ stata presentata nella torre piu’ alta del castello e data da assaggiare agli spettatori presenti. Alla fine, e in collaborazione con una delle artiste partecipanti, Emanuela Ravida’, abbiamo usato il rimanente del latte per un gesto di “mungitura”, cospargendoci da capo a piedi.

In risposta alla mia ricerca un incontro molto interessante e’ avvenuto nella prima settimana: un pomeriggio con la comunita’ degli anziani di Montalbano, che ci ha offerto di insegnarci come fare la pasta tradizionale. Abbiamo condiviso canzoni, storie, folclore locale e l’incontro e’ terminato in esibizioni spontanee degli abitanti e degli artisti presenti, che si sono divisi dipinti, passi di danza e cibo.
Cosa significa per me usare il cibo- preparare il cibo e’ creare per tutti i sensi: vedo, annuso, tocco, ascolto e assaggio. E’ anche sensualita’, intimita’, vulnerabilita’, potere e essere donna.

“… e lei mangio’ il suo cuore, poi il fegato e infine il resto della sua carne…”